Dieci anni di terapia oncologiche per un tumore metastatico, chili presi e chili persi, non molto allenamento… Io e le tre cime di Lavaredo.

Un altro desiderio sulla lista da poter spuntare. Aver condiviso questa meravigliosa esperienza con la mia famiglia. Due giorni mordi e fuggi tra il lago di Braies e questa meraviglia sulle Dolomiti.

Una notte in un rifugio, nel dormitorio con i letti a castello e con il bagno in comune nel corridoio. La serata dopo cena trascorsa tra guardare le stelle, giocare a carte e a nomi cose e città, noi tutti e 5 insieme.

E la mattina seguente dopo un’alba incantevole, incamminarci sul sentiero verso le Tre Cime di Lavaredo.

Una meraviglia per gli occhi e per il cuore. Riuscire ancora a stupirsi ed emozionarsi davanti alla maestosità della natura.
Ecco quello che volevo restasse ai miei figli di questa esperienza. Saper apprezzare il “ bello”.
La grandiosità delle montagne che risiede nella loro imponenza naturale, nella loro capacità di ergersi maestose e, al contempo, di offrire rifugi e scenari di straordinaria bellezza. Le montagne, con le loro forme e i loro paesaggi, sono un esempio perfetto di armonia e potenza della natura, capaci di suscitare emozioni profonde.

Questo volevo restasse ai miei figli. Perché se insegni ad amare il “ bello”, il bello della vita, il bello del mondo che ci circonda, allora qualcosa di buono ne deriva sempre. E se per raggiungere questo “qualcosa di bello e buono devi anche fare un po’ di fatica allora lo apprezzerai ancora di più.

Come ogni piccola e grandi sfida della vita. Che sia la vetta di una montagna, un obiettivo scolastico e lavorativo o un traguardo personale importante per noi.

Zaino in spalla, senti il tuo passo, segui il tuo cuore e incamminati senza paura verso la meta.
