Quando ho organizzato questo viaggio dei sogni ho scelto il soggiorno in guesthouse sicuramente anche per una questione di risparmio economico, ma non solo. Volevo che vivessimo Un’esperienza diversa.
Per scoprire il volto più autentico e quotidiano delle isole e del Popolo maldiviano. E così è stato. Grazie soprattutto allo staff di Anfradora Lodge Maldive Keyodhoo e agli abitanti di Keyodhoo.
Ci siamo accostati con curiosità alle usanze locali, rispettando le loro regole abitudini e tradizioni e abbiamo arricchito il nostro soggiorno, senza rinunciare al benessere, al relax e alla meraviglia di questi luoghi.
I maldiviani sono molto legati alle loro abitudini e tradizioni e il modo migliore per viverle è calarsi fin da subito nel contesto del paese che ci ospita.
L’aspetto più importante per entrare in empatia con i maldiviani è sapere che sulle isole dei pescatori dove si trovano le guesthouse è praticata la religione mussulmana. Quindi fuori dei resort non è consentito bere alcolici e indossare costumi da bagno sulle spiagge, tranne che sulle bikini beach.

Inoltre sempre proposito di religione, abbiamo constato ogni giorno che il ritmo delle loro giornate è scandito dai richiami alla preghiera diffusi dalla moschea. Come in tutti i Paesi di religione musulmana, questo rituale annuncia il sorgere del sole e poi si ripete quattro volte nel corso del giorno, l’ultima subito dopo il tramonto.
La mattina dopo colazione ci capitava di trovare la nostra cuoca Mami seduta a intrecciare i fiori per le collane degli ospiti in arrivo quel giorno.
Mentre la sera al rientro dalle nostre escursioni oppure dopo cena durante una passeggiata sull’ isola, trovavamo donne e uomini fuori dai loro negozietti pronti a mostrarci parei, calamite di cocco, t-Shirt cappelli e una varietà infinita di possibili souvenir.
Nei bar dell’isola abbiamo potuto gustare deliziosi cocktail analcolici a base di frutta ma anche un buon classico caffè illy.
Non puoi conoscere un luogo senza averne sperimentato il cibo e questa antica saggezza trova conferma anche alle Maldive. La cucina locale ha molti sapori salati, speziati, a volte parecchio piccanti. In guest house il cibo è obbiettivamente un po’ ripetitivo ma hanno sempre cercato di proporlo in diverse versioni. abbiamo quindi mangiato spesso pollo. Pesce riso verdure cotte e crude, e anche la pasta anche se ovviamente ben diversa da quella italiana.
Durante la serata maldiviana in spiaggia ho apprezzato particolarmente il mas huni, un mix di tonno, cipolla, cocco e peperoncino, che si consuma freddo accompagnato da roshi (pane non lievitato, simile al chapati indiano), per capirci, una piadina molto sottile. E a seguire canti e balli maldiviani dove gli ospiti, tutti in pareo, sono stati allegramente coinvolti.
In un’altra occasione sempre con una cena sulla spiaggia hanno preparato per noi la pizza margherita, con tonno, pollo, o verdure. E poi nuggets e patatine fritte. Decisamente un bellissimo gesto di accoglienza e ospitalità. Non che avessimo bisogno di conferme, anzi.
La sera di Pasqua avevo preventivamente chiesto una torta per il compleanno di Giulia ma anche in questa occasione ci hanno sorpreso con un vero e propria momento festa per lei.
Ogni giorno lo staff organizza delle escursioni con il doha, imbarcazione tipica maldiviana, sulle isole deserte, sulle lingue di sabbia oppure in mare aperto per il bagno con gli squali o la pesca del bolentino al tramonto. Sono esperienze facoltative comprese comunque nell’offerta all inclusive della guest house. Sono state tutte esperienze meravigliose di cui conserverò ogni singolo ricordo, la natura, i colori, i profumi, i paesaggi e il mondo sottomarino.
Anche durante le escursioni , lo staff della guest house e’ perfettamente organizzato per i nostri pranzi all’ombra delle palme nel caso delle isole oppure sotto gli ombrelloni sulle lingue di sabbia. Molto spesso abbiamo gustato pesce alla griglia cotto al momento con una “carbonella “ preparata con i gusci delle noci di cocco.
La tavola sempre apparecchiata con tovaglie azzurre, piatti bianchi a forma di conchiglia, bicchieri colorati e decorazioni naturali, dai coralli alle foglie intrecciate. E per rilassarsi tra un bagno e l’altro i lettini vengono sistemati sotto dei grandi teli per proteggerci dei raggi solari.
Non dimenticate mai di essere molto vicino all’equatore, quindi crema solare ad alta protezione molto molto molto spesso durante il giorno, occhiali da sole, cappello e magliette anti Uv. Io personalmente ho indossato quasi sempre la mia sia durante i bagni che durante la permanenza sulle lingue di sabbia dove mancava l’ombra delle piante.
La pesca del bolentino al tramonto è stato un momento davvero magico. Personalmente, non tanto per la pesca, quanto per aver potuto ammirare il tramonto proprio da lì, vedere il sole che si tuffava nel mare all’orizzonte e infine con il naso all’insù sul tetto della barca ammirare il cielo stellato lontano dalle luci delle isole un po’ come capita quando andiamo a vedere le stelle in montagna.
Ci sono immagini e ricordi a cui nessuna foto e nessun video potrebbero mai rendere giustizia.
E proprio allora, immersa in quella meraviglia, ho constatato ancora una volta quanto sono fortunata.
Non solo per poter essere lì in quel momento, a vivere una settimana di esperienze incredibili in un piccolo paradiso terrestre.
Ma soprattutto fortunata per tutto ciò che la vita mi ha regalato in questi ultimi 10 anni dopo la diagnosi di un tumore metastatico.
Questo desiderio sulla lista, questo grande sogno realizzato , è stato anche senza dubbio un regalo a me stessa per questo traguardo, per questi 10 anni di convivenza con il mio melanoma metastatico.
E lo so che non è finita, ma va bene così, continuerò con le mie terapie, con i miei esami ma soprattutto con il creare nuovi desideri da realizzare.
Grazie alla mia famiglia per aver condiviso questo viaggio meraviglioso con me e grazie Vita per averci creduto con me ♥️











