Oggi sono venuta in ospedale. Sono venuta a ritirare i miei farmaci salvavita. Già, perchè senza di loro i miei polmoni e magari qualche altro organo del mio corpo un giorno potrebbero cedere. No, non per il COVID 19, che qui a Bergamo sta davvero facendo una strage. No, la colpa è di un maledetto melanoma metastatico che da 5 anni è tornato per sconvolgermi la vita. Lo stesso brutto male che ieri si è portato via una dolcissima amica. E io dovrei essere felice per la mia Tac?! La mia bellissima Tac in regressione? Forse dovrei perchè potrei sembrare un’ ingrata che non apprezza la vita. Potrei sembrare un’ ingrata perchè in fondo la mia terapia sta funzionando. Dovrei essere felice. Ma oggi proprio non ce la faccio. Troppe tragedie in ogni dove. Michi… questo  maledetto melanoma ti ha attaccato alle spalle come un vigliacco senza darti la possibilità di lottare. Ti ha strappato ai tuoi cari e a noi tuoi amici. E non potremo nemmeno salutarti. Perchè purtroppo te ne sei andata in uno dei periodi più bui tristi e difficili che abbiamo mai vissuto. Non hai mai perso il tuo sorriso. Eri sempre allegra e solare. Forse per questo è nata subito una bella sintonia. Rileggo i nostri ultimi messaggi e le lacrime scorrono senza tregua. Rabbia e tristezza. Scorrono. In un periodo già difficile. Scorrono le lacrime. In un periodo in cui tante, troppe persone stanno soffrendo. Non poter rimanere vicino a una persona cara mentre soffre. Aspettare con ansia la telefonata giornaliera dei medici. Sperare di non ricevere mai l’ultima telefonata. Non poter abbracciare figli mariti genitori… Avere paura per se stessi e per gli altri. Quella paura che noi pazienti oncologici viviamo sempre. La paura che tu Michi  hai avuto quando hai capito che questo brutto mostro ti avrebbe portato via per sempre. La paura dei pazienti che si ritrovano soli e spaventati in ospedale. Pazienti, uomini e donne di ogni età. In questo periodo più che mai la malattia e lo spettro della morte ci aleggiano intorno. E ci sentiamo impotenti e vulnerabili. E cosa possiamo fare. Dobbiamo cercare di sorridere. Per noi e per i nostri bambini che scrutano ogni nostra espressione. Spiegare con sincerità e dolcezza quello che sta succedendo, ma soprattutto con una bella manciata di speranza. Perchè dobbiamo sempre crederci e mai mollare. Come hai fatto tu Michi. Perchè che sia un terribile virus o un maledetto cancro, sono sempre nemici subdoli contro cui combattere. E non dobbiamo mai smettere di farlo. Come fanno ogni giorno medici, infermi, tecnici, operatori socio sanitari e chiunque lavori nei nostri ospedali. Oggi. Come ogni altro giorno dell’anno. A voi il Nostro più umile Grazie. E noi continuiamo a fare la nostra parte. Non dobbiamo mai smettere di credere sperare e lottare. Anche solo con un sorriso. 

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