Occhi negli occhi

Appena nata ciò che risaltava di te erano i tuoi occhi blu. Passavano i mesi e il blu dei tuoi occhi invece che cambiare come succede spesso con i neonati, si schiariva in un meraviglioso color turchese. Come quelli del tuo papà. Dicono spesso che sei la sua copia perchè questi colori vi accomunano.

Stai crescendo, stai diventando una splendida piccola donna. E stai cambiando. Come è giusto che sia. La mattina mi saluti velocemente  con la mano e aspetti la tua amica del cuore per andare a scuola. Non mi saluti più con un bacio ma la sera ti piace stare nel tuo letto con me, abbracciate a parlare, quando i tuoi fratellini già dormono.  Sei diventata autonoma e responsabile. Verso la scuola, la danza e i tuoi impegni. Sono davvero orgogliosa di te. Ti confidi ancora con me anche se adesso le tue amiche hanno un posto d’onore nei vostri piccoli e grandi segreti. Mi piacerebbe che tu parlassi con loro anche di ciò che ti preoccupa riguardo alla mia malattia. E invece in questo sei molto più simile al tuo papà. Quando eri piccola, quando il melanoma è tornato prepotente nella mia vita, tu eri quella delle domande dirette e spiazzanti.

Adesso sei più riflessiva e silenziosa. Ascolti. Non ti scappa nulla. Fai poche domande e quando le fai, hai un tono quasi di sufficienza. Ti arrabbi quando torni da scuola e non mi trovi perchè ho fatto tardi in ospedale.

Giulia è altrettanto riflessiva ma molto più emotiva. Un fiume di domande dirette condite da tanta sensibilità ed empatia. Forse anche per la lunga esperienza ospedaliera che abbiamo condiviso insieme.

Alessandro inizia ora a capire bene ciò che sta succedendo. E si trova un pochino destabilizzato. E’ stato un anno difficile per lui. Tanti cambiamenti con qualche difficoltà.

Il tuo atteggiamento probabilmente è ciò che ti serve per stare a galla. Per “sopravvivere” a tutto ciò. Ai dubbi, alla paura, alle domande che non si hanno il coraggio di porre. Alla mia malattia. Alle mie terapie e ai mille esami. Alle mie assenze e alla mia stanchezza. Alla tua mamma che a volte non è la solita mamma Mary.

Anche tu, come il tuo papà. Che si butta nel lavoro per scappare un pò. Almeno con la mente. Eppure nel suo fuggire e nel suo essere fisicamente assente, riesce a esserci sempre con un sorriso. Sempre con tanto ottimismo verso questo brutto melanoma. Anche se essere così dannatamente ottimista serve più a lui …

Sorrisi scherzi e risate con tutti noi. Ci sosteniamo a vicenda con tanto calore. Come quello della sabbia sulla pelle. Ti ci tuffi e ti lasci crogiolare dal suo tepore.

A volte mi preoccupa un po’ il modo di comunicare del tuo papà. A volte mi preoccupo un pò pensando al futuro. Ma poi vi immagino così.

Il mio Cristian con i nostri adorati bambini.

Occhi negli occhi.

Cuore nel  cuore.

E tutto passa…

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