Uno strano anniversario

Era il 25 giugno del 1998. Era un giovedì sera. La vigilia del mio intervento per il melanoma. Vent’anni fa le cose erano decisamente diverse.
Ero stata ricoverata all’ inizio della settimana in dermatologia e per diversi giorni mi avevano ripetutamente visitato e avevano fotografato il mio neo. Non mi rendevo assolutamente conto di quello che stava succedendo. Ricordo la signora ricoverata nel letto accanto al mio per una psoriasi. Ricordo la stanza comune dove si mangiava e le grandi camere della dermatologia. Ricordo il padiglione e a pianoterra fuori sul terrazzino dove andavo a chiacchierare quando gli amici venivano a trovarmi. Come Davide e Stefano in quel caldo pomeriggio d’estate. E due anni dopo, sempre nel mese di giugno, poco più in là di quel padiglione, venivamo a salutare Davide per l’ultima volta.
Vedo e rivedo nei miei ricordi i vecchi Ospedali Riuniti di Bergamo e tanti come me rivivranno quest’immagine con un po’ di nostalgia. Sembra passato un secolo. In effetti è trascorsa metà della mia vita.
Avevo vent’anni. Ero alla fine del primo anno di Università per Tecnico di Laboratorio. Avevo già studiato qualcosa ma non abbastanza per rendermi conto del macigno che mi era appena caduto addosso. O forse non volevo rendermene conto. Il mio neo era particolare credo nel senso dispregiativo del termine. O forse sono io che lo considero tale, oggi a posteriori. Il mio neo sanguinava e avevo deciso di farmi visitare proprio perché avevo trovato una maglietta sporca di sangue sulla schiena in prossimità di questo neo. Era grande come l’unghia del mio mignolo. Avevo prenotato una visita all’ospedale di Seriate ed era mercoledì pomeriggio, il 17 giugno 1998. Il dermatologo visibilmente preoccupato mi aveva lui stesso fissato un appuntamento per il venerdì mattina gli ospedali riuniti di Bergamo. Era un venerdì mattina e di quel venerdì mattina ricordo l’attesa prima della visita. Non ricordo nient’altro se non le parole del medico: “Lunedì ti ricoveriamo perché questo neo deve essere assolutamente asportato”.
Ricordo che ho trascorso il sabato sera a Iseo con la mia meravigliosa e storica compagnia di amici. E’ proprio vero che gli amici possono salvare una serata. E spesso anche una vita. Ricordo la lettera della mia migliore amica che entrava con me in quelle stanze di ospedale in punta di piedi. E poi non molto. I ricordi di quel periodo sono in bianco e nero o se vogliamo essere più poetici un bel nero di seppia. Ma ci sono anche delle meravigliose punte di colore che mi fanno sorridere. Il mio pigiama a mezze maniche blu. I cartoni della pizza bianchi e rossi. La pizza che abbiamo mangiato io e i mie amici fuori sulle panchine in giardino quando mi hanno trasferito in chirurgia.
La divisa verde del mio chirurgo preferito.
La vista di Città Alta. Le bomboniere per il matrimonio di mia sorella Silvia che a luglio avrebbe sposato il mio fantastico cognatino Simone.
Che dire…sono passati 20 anni. Negli ultimi tre anni ho lottato con le unghie e con i denti contro questo maledetto melanoma che ha deciso di tornare prepotentemente nella mia vita. E sto ancora lottando. Per me e per la mia meravigliosa famiglia.
E anche se sto stra-vincendo le ultime battaglie di questa guerra…non riesco a trattenere le lacrime mentre la mente e il cuore ripercorrono quei ricordi.

Non ho una fotografia di quei giorni di ospedale.
Ho le mie vecchie cartelle cliniche ma non sono poi così carine.
Non avevamo ancora il cellulare e nessuno andava in ospedale con una macchina fotografica per farsi una foto con gli amici. Figuriamoci un selfie.
E allora ho ripescato questa foto della vacanza in Sicilia.
Un paio di mesi dopo il mio primo intervento.

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2 risposte a "Uno strano anniversario"

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