Felicità 

Felicità è il referto di una Tac.

Felicità è una malattia in regressione. 

Felicità sono le mie metastasi ridotte. 

Felicità è un sorriso in ospedale. 

Felicità è la mia oggi. 

Felicità sono medici meravigliosi che si occupano di te e non solo della tua malattia. 

Felicità è guidare fino ad Albino e stampare un bacio a tuo marito. 

Felicità è sapere che tutti sacrifici e gli sforzi stanno servendo a qualcosa. 

Felicità è sopportare gli effetti collaterali perché ne vale la pena. 

Felicità sono le lacrime agli occhi di chi ti vuole bene. 

Felicità sono i messaggi dei tuoi amici che esultano. 

Felicità è festeggiare con un bel pranzetto con le tue bimbe e le tue nipoti. 

Felicità è sapere che la guerra non è finita ma questa battaglia è vinta. 

Felicità è sapere che la strada è in salita ma tu ce la stai mettendo tutta. 

Felicità è poter condividere questa fantastica notizia e dare forza e speranza a chi sta combattendo come me. 

Felicità è ciò che puoi trovare ogni giorno nonostante un melanoma al quarto stadio. 

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Il sole e la sua ombra

Dopo una  notte insonne con  qualche incubo a farmi compagnia  mi sono svegliata come se mi fosse passato sopra un camion. E dopo colazione non si è fatta attendere la solita fastidiosa nausea, quella che ormai mi accompagna da diversi giorni. Alcuni effetti collaterali della terapia si sono amplificati proprio in questo periodo, nonostante sia passato il grande caldo, proprio quando  si avvicina la Tac. La prima Tac da quando ho iniziato la terapia. Domani mattina la mia Tac mi aspetta. Proprio in questo periodo si sono accentuati gli effetti collaterali quasi a volermi ricordare che la strada è sempre in salita e che la battaglia è dura…ti ringrazio caro Melanoma non ti devi disturbare, me lo ricordo benissimo da sola. Comunque stamattina a differenza delle altre mattine nonostante i vari doloretti e la nausea ho deciso di uscire a fare una camminata. 

Non perché pensassi che potessi sentirmi meglio fisicamente,  infatti non è cambiato nulla, però almeno ho fatto qualcosa di buono per me. Ho avuto tempo di pensare, ho avuto modo di versare qualche lacrima sotto gli occhiali da sole e con la musica che risuona negli auricolari. Lacrime di rabbia lacrime di tristezza e lacrime di paura. 

Sì perché quando ami la  vita la paura è normale. Perché quando hai tre bimbi meravigliosi e un po’ monelli, la paura è normale. 

È normale e anche giusto essere arrabbiati,  e a tratti un po’ tristi. 

Perché come mi ha scritto ieri una mia saggia e  grande amica: ” …e se il “sole dentro” andasse spento per un attimo per godere un po’ dell’ombra?” 

E oggi nella mia camminata ho fatto proprio così. Ho goduto del sole e della sua ombra… pensando un po’ solo a me stessa. 

Una sottile linea di confine 

Esiste una sottilissima linea di confine tra stanchezza e tristezza. E quando cerchi di stare costantemente in equilibrio su questa linea, può succedere di cadere e con te cadono le tue lacrime.

E non parlo solo della stanchezza fisica. Quella profonda astenia che accompagna costantemente chi come me sta facendo una terapia. Parlo di quella stanchezza d’animo che tante volte pesa sul cuore come un macigno. La stanchezza di chi convive con una malattia “cronica” come una cancro metastatico,  una malattia che nella migliore delle ipotesi ti accompagnerà per tutta la vita. Una malattia che non va in vacanza. Una malattia che  anche se  ti ha permesso di trascorrere delle fantastiche vacanze estive nonostante tutto è sempre stata qui ad aspettare con te questo settembre. Una malattia che prevede terapie costanti ed esami costanti. Una Tac che va a scansionare ogni millimetro del tuo corpo e che come già successo può  cambiare la tua vita in un attimo. 

Proprio in questo periodo, in cui  un’amica  combatte con le unghie e con i denti in un letto di ospedale. 

La stanchezza di chi vorrebbe un po’ più di comprensione. Ma non di compassione. La stanchezza di chi deve costantemente preoccuparsi di come sta chi vive vicino a te e invece guarda un po’ dovrebbe essere il contrario. Con tutto il rispetto per i problemi di ogni giorno, per il suo senso di impotenza e per la sua grande paura, ogni tanto la sottile linea di confine tra stanchezza e tristezza purtroppo viene superata. 

La stanchezza di chi da anni  aspetta una svolta e  un cambiamento che nonostante le tue 1000 proposte e buone intenzioni purtroppo non arriva. La stanchezza di chi deve combattere contro i mulini a vento e contro un muro che rimanda indietro sempre la stessa palla. È vero, forse basterebbe un po’ più di coraggio ma quando stai combattendo una battaglia molto più grande non è una questione di coraggio. È una questione di energia che si esaurisce. 

La stanchezza di chi fa da mamma e un po’ anche da papà, e deve conservare la sua energia proprio per i suoi  bambini. Energia entusiasmo ottimismo  e parole sincere perché questa situazione non pesi troppo su di loro ma con la possibilità di poterne parlare sempre. 
E poi proprio in una giornata di pioggia come questa tra  giochi sul tappeto e qualche salto nelle  pozzanghere la tristezza lascia il posto a una sorta di malinconia.

 
Nell’ennesimo sabato noi quattro soli, con questa mamma un po’ stanca, aspettando papà questa sera e aspettando che torni il sole. 

Dentro e fuori.