La morte…il tramonto della vita 

Siamo quasi a Natale, ci sono tante emozioni nell’aria. C’è  la mia tac tra qualche giorno , e quindi tutto si amplifica. E anche se il Natale in realtà è  la festa di una nascita molto speciale, in questi giorni mi ritrovo a pensare tanto, forse troppo, proprio alla morte.

Sarà perché in questi ultimi sei mesi abbiamo perso otto compagni di viaggio, sarà perché una persona cara per un altro brutto male proprio in questo periodo,  non sta per niente bene. Saranno le emozioni del Natale, sarà la famiglia sarà la tac o meglio la tensione per la tac che si avvicina.

So che per le persone che mi sono vicine non è facile e a qualcuno magari dà anche fastidio ma da quando il mio melanoma è tornato io alla morte ci penso. Punto. 

Non  dico che se non avessi tre bambini non ci penserei ma sicuramente l’angoscia più profonda è dettata proprio dall’idea di doverli abbandonare e non vederli crescere se succedesse qualcosa.

Non voglio dire che passo ogni giornata con il pensiero fisso della morte, non sarebbe vero. Dico solo che è un pensiero più consapevole rispetto a due anni fa. Io sono stata  fortunata, dopo il mio primitivo melanoma, per ben 17 anni,  ho vissuto  davvero molto serenamente, senza la minima preoccupazione forse perché da giovane non ero consapevole di ciò che avevo rischiato. Adesso questo pensiero c’è. E sarà anche vero che tutti abbiamo la stessa probabilità di attraversare la strada ed essere investiti ma è altrettanto vero che quando nella tua cartelletta blu c’è  un foglio con scritto “melanoma terzo stadio ad alto rischio di recidiva ” le cose cambiano.  Almeno  nella tua testa. 

Anche se poi spesso dico ridendo a mio marito che magari morirò a 80 anni  nel mio letto dopo avergli  rotto le scatole per tutta la vita. Qualche volta ridendo dico alle mie amiche che al mio funerale le voglio tutte vestite colorate. Un bel problema per chi nell’armadio ha solo vestiti neri, vero Vivi ?! 

Lo so che per chi mi vuole bene è difficile parlarne o anche solo accettare questo pensiero. Ma come ho detto una volta al  mio papà urlando tra le lacrime “So che tu hai più paura di me , ma questo non cambia le cose.”

Nonostante tutto non  mi sono seduta ad aspettare passivamente che il tempo passasse. Mi sono rimboccata le maniche,  ho lottato in tutti modi e sto lottando ancora ogni giorno con la malattia e con quello che ne consegue. E nonostante ogni tanto i brutti pensieri bussino alla porta sono orgogliosa di riuscire comunque a reagire e ad affrontare ogni giorno con il sorriso e con il sole.  

Magari con un po’ più di sano egoismo ma sicuramente  anche con  un po’ più di valore.

“Si vive una volta sola. Ma se lo fai bene, una volta è abbastanza.”(Mae West)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...