Questa malattia mi ha dato molto più di ciò che mi ha tolto

Posso affermare con certezza che questa malattia mi ha dato molto più di ciò che mi ha tolto. Se riesco ad affrontare tutto con questa serenità, con questo sole, con questo mio essere è proprio per aver raggiunto questa certezza. Tra una settimana andrò in ospedale per la mia solita Tac e un paio di giorni fa una mattina volevo ri-postare il articolo “Quando la tac si avvicina (https://marydallaltraparte.wordpress.com/2016/02/02/quando-la-tac-si-avvicina/)
perché mi sentivo così, un po’ spaventata.
Non voglio dire che io non sia comunque spaventata e preoccupata ma in questi giorni ho realizzato ancora più fermamente che questa malattia mi ha cambiato in meglio. Mi sono messa alla prova, ho affrontato un viaggio lungo, piu di 1000 km in 4 giorni da sola con i miei bambini.
E’ vero ho raggiunto un porto sicuro, per qualche giorno sono stata con i miei genitori, senza contare che gli ho fatto una bellissima sorpresa, ma gli altri due giorni li ho passati con i miei bambini da sola per mettermi alla prova, per stare da sola un po’ con loro, per stare solo noi quattro, per godermeli, coccolarmeli e per viverci appieno.
Davvero questa malattia mi ha dato tanto, mi ha dato paure e soprattutto dubbi che nella vita non bastano mai… mi ha fatto riscoprire una forza che non sapevo di avere.
Quando lavoravo in oncologia avevo pensato che se mai mi fosse capitato qualcosa del genere, avrei giocato in casa ci sarebbero stati dall’altra parte i miei medici, le mie colleghe, il mio day hospital, il mio ambiente avrei saputo quasi perfettamente cosa mi aspettava. Era la mia seconda casa tra turni normali e reperibilità ci ho passato veramente tanto tempo. Già mi vedevo camminare lungo quel viale e sedermi su quelle poltrone in attesa della terapia.
E invece la vita è proprio strana. Ha fatto in modo che nei miei anni di day hospital oncologico io non avessi mai a che fare con un melanoma quindi non potessi vedere le terapie, gli effetti collaterali, e gli esiti qualunque essi fossero.
Mi ha portato in un mondo tutto nuovo. Nuova malattia, nuovo reparto di oncologia, nuove infermiere, nuovi medici, nuovi esami e una nuova Mary.
Una Mary che ha scoperto nel suo scrivere una valvola di sfogo. Ha scoperto tramite il suo blog tantissimi nuovi amici vicini e lontani.
Non solo pazienti come lei ma anche parenti o amici di qualcuno che soffre o che ha sofferto e purtroppo non c’è più. Uno scambio di emozioni uno scambio di sensazioni, paure, dubbi, certezze e speranze. Una Mary che ha scoperto che i desideri non vanno lasciati sulla lista in attesa di chissà cosa. Vanno realizzati piano piano, qualunque essi siano, anche il più banale e non perchè nel cercare di realizzarli si sente l’ineluttabilità della vita sul collo, ma perché se una cosa la desideriamo e non nuociamo agli altri non c’è niente di male a volerla realizzare. Io ho iniziato piano piano e ho intenzione di continuare. La sosta che ho fatto oggi nella Riviera del Conero con i miei bambini era uno di questi e ne è valsa davvero la pena.
Durante il viaggio di ritorno i bambini hanno guardato il Dvd di Inside Out e mentre lo ascoltavo guidando, riflettevo sul fatto che le emozioni del cartone si addicono anche alla nuova Mary. Si addicono a ognuno di noi.
Gioia per ogni Tac negativa e ogni intervento andato bene, Tristezza e Rabbia per la diagnosi e per la sospensione della terapia, Disgusto per tutti gli effetti collaterali e Paura per ogni attesa…
Tutte queste emozioni ci servono e fanno parte di noi. Viviamole fino in fondo. Sempre.

  

4 risposte a "Questa malattia mi ha dato molto più di ciò che mi ha tolto"

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