Buona giornata a tutti! 

Un anno fa come oggi ero andata in ospedale per il posizionamento del port. Avevo fatto un paio di infusioni ma le vene del mio braccio non riuscivano a starmi dietro… Ho buona memoria per le date ed è da ieri che ci pensavo. Pensavo all’entusiasmo di quel periodo, una terapia appena iniziata tanto coraggio e tanta voglia di affrontare tutto con tutte le armi a disposizione. 

In un anno ne sono successe tante di cose, il mio porti non c’è più, la mia terapia non c’è più ma io ci sono ancora io e la mia voglia di fare, la mia voglia di reagire e la mia voglia di combattere questo brutto male. 

Era da un po’ che rimandavo sempre la mia camminata. C’erano  sempre tante scuse… fa troppo caldo, piove, i bambini e il lavoro la casa la spesa… e allora ho scelto un momento della giornata che mi piace tanto, quando ancora tutti dormono. Di solito lo faccio solo quando sono al mare e adesso mi sono detta perché? perché non farlo prima di iniziare la tua giornata, prima di svegliare i bambini, la colazione, portarli alla scuola materna e al Cre e poi al lavoro. Prima di tutto questo può esserci del tempo solo per me. Del tempo per stare bene e per dedicarmi a me stessa. E dopo una bella camminata si sta decisamente bene. 

 Adesso una bella doccia un caffèttino e buona giornata a tutti !!!  
  
 

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La mia StraWoman  

Una bella serata e una bellissima esperienza. Camminare con altre 6000 donne in rosa tra le vie di Bergamo e di Città Alta di sera con la città illuminata. Ritrovare vecchie amiche e conoscere nuove amiche.  Chiacchierare, e nei momenti di silenzio guardare il cielo e dedicare un pensiero a chi non c’è più, a chi ha combattuto come te e anche se non c’è più non per questo non ha vinto. Ha vinto comunque per come ha affrontato questo difficile cammino, ha vinto con l’amore per la vita e con l’amore per la sua famiglia, per i suoi cari e per i suoi amici. Un pensiero e una preghiera a chi non c’è più per l’esempio la dignità e il coraggio che ci avete insegnato. Un pensiero e un abbraccio a chi è rimasto qui, e soffre per la vostra perdita e affronta ogni giorno con coraggio, anche se fa tanto male, anche se è tremendamente difficile. E infine  un pensiero e un applauso a chi sta combattendo come me, perché ce lo meritiamo!!! 

E come dice una canzone di Alessandra Amoroso: 

 ” Comunque andare

anche quando ti senti morire

per non restare a fare niente aspettando la fine

andare perché ferma non sai stare

ti ostinerai a cercare la luce sul fondo delle cose” 

  

We’ll make it

E mentre vai al lavoro in una bella mattina di sole dopo che ha stemporalato tutta la notte ti ritrovi a piangere in macchina perché hai quel peso sul cuore, quella tristezza che da qualche giorno non riesci a mandare via. Perché proprio chi ti è più vicino dovrebbe capirti, dovrebbe capire cosa significa convivere con la malattia, con le preoccupazioni, la rabbia, la tristezza e la paura.
Perché proprio chi ti è vicino dovrebbe capire che non è una passeggiata anche se tu ti mostri sempre forte e allegra, dovrebbe capire le volte in cui non lo sei, le volte in cui hai più bisogno di aiuto, di supporto e di comprensione. Dovrebbe capire il peso che ti porti dietro ormai da un anno e mezzo. Dovrebbe capire che non hai corso i 100 metri . Non è finita . E’ una maratona.
Dovrebbe capire quanto sei sconvolta perché questo brutto male un amico se l’è portato via in poco tempo. Troppo poco tempo.
Dovrebbe capire che se anche non fai più la terapia questo non significa che tu stia bene, almeno dentro. Dovrebbe capire che tu questa terapia la desideravi con le unghie e con i denti, e sei ancora arrabbiata e soffri ancora per quello che ti è successo e sei spaventata perché da un giorno all’altro tutto può cambiare e lo sai perché è già successo a te e non solo a te.
Che il fatto di essere una brava mamma e di riuscire a reagire sempre e comunque per i tuoi bambini non significa che non si possa essere anche una donna qualche volta debole che ha bisogno di essere abbracciata sorretta e confortata. Una donna a cui almeno per un giorno si possa dire lascia stare, oggi piangi, oggi non essere forte, ci penso io tu non ti preoccupare ci penso io, per un giorno lasciati pure andare.
E anche se tu sai che ti ama con tutto se stesso e ha più paura di te, questo scappare dalla tua malattia lo allontana anche un po’ da te. E magari in realtà lui ti capisce ma non riesce a dimostrarlo. E tu lo ami da morire e lo accetti nonostante i suoi difetti. Come del resto lui fa con te.
We’ll make it.

  

  

Diario di bordo – SESTA PUNTATA-

Quando ho aperto il mio blog, la mia avventura con il melanoma era iniziata già da un po’ e mi ero ripromessa (anche per correttezza e chiarezza nei confronti di chi legge) di raccontare tutta la mia storia in un diario a puntate.
In realtà mentre ricostruivo la mia storia a puntate, anche la mia storia attuale continuava, e non è sempre stato facile raccontare di entrambe. O meglio, ho scoperto che è più facile e a tratti meno doloroso scrivere del mio presente piuttosto che ripercorrere il passato più doloroso.
Ma anche questo mi serve. Per ricostruirmi piano piano. Sì, perchè quando mi hanno sospeso la terapia io mi sono rotta in mille pezzi come se fossi tornata indietro al giorno della diagnosi. E proprio questo senso di disperazione e smarrimento mi ha dato la spinta per iniziare a scrivere il mio blog. Anche se l’idea frullava in testa già da un po’ (grazie anche alle amichevoli “spinte” di Michela e Paola (http://www.lamiafamigliasensational.it/ e http://www.sensationalpaola.it/ ) questo è stato il LA decisivo per iniziare.
Oggi mentre cucinavo dei deliziosi biscotti veg (anche i miei bimbi li hanno divorati!!!) mi sono resa conto che il mio diario a puntate è fermo da un bel po’…per un motivo o per un altro ho continuato a scrivere del presente, e il mio diario è fermo proprio al periodo in cui iniziavo a dedicarmi a questo nuovo modo sano di cucinare e di mangiare. In questo anno ho scoperto un sacco di locali e ristoranti in cui poter mangiare e aggiungerei mangiare bene vegano. E ho anche seguito un corso di cucina vegana in 3 serate tenuto da una fantastica Consuelo (http://www.ammmincucinacon.it/) Da quando sono stata operata l’anno scorso ho cercato di seguire le linee guida del Professor Franco Berrino (anche se non è sempre facile) eliminando o comunque limitando al minimo il consumo di latte/latticini, carne, zucchero bianco e farina bianca prediligendo il consumo di cereali in chicco, farine non raffinate, frutta e verdura di stagione e legumi. Per fortuna ho la fortuna di avere una terapista alimentare tutta per me, una delle mie migliori amiche, Michela (http://feelfreeglutenfree.com/) che mi segue con pazienza e preziosi consigli.
Ecco, quando inizio a parlare (in questo caso a scrivere) non mi fermo più…adesso invece mi fermo e riprendiamo il mio diario.

MERCOLEDI’ 8 APRILE 2015
Oggi è il compleanno di una delle mie migliori amiche, Michela. Sì, si chiama Michela anche lei, ma è un’altra Michi. E’ la Michi con cui l’anno dopo il mio primo intervento, nell’estate 1999, abbiamo fatto una meravigliosa vacanza in Sardegna in bicicletta. Che ricordi…
Organizziamo con alcuni amici e la sua famiglia una bella cena a sorpresa. Sono molto felice perchè mi piace organizzare feste a sorpresa. Felice perchè è una bella serata. Felice perchè è la mia prima uscita da quando ho tolto il drenaggio ed è un’occasione speciale.

GIOVEDI’ 9 APRILE 2015
E’ il compleanno di Cristian. Il mio maritino festeggia 40 anni. E mentre sono a casa in convalescenza e in attesa dell’ esame che mi dirà se sono compatibile allo studio clinico, organizzo per lui una bella festa a sorpresa (ebbene sì, un’altra!!!) per sabato sera. Messaggi di invito, menù e torta da decidere, insomma cerco di tenermi un po’ occupata perchè la mia testolina ha bisogno di pensare ad altro.

SABATO 11 APRILE 2015
E’ stata proprio una bella serata e soprattutto una sorpresa molto riuscita. Non se lo aspettava davvero. Gli ho fatto credere che uscissimo da soli per una seratina romantica e invece al ristorante ha trovato una bella tavolata di amici e parenti. Era molto felice. E anche io. Felice per la festa ben riuscita. Felice perchè se lo merita. Felice senza più quel fastidioso drenaggio, un bell’abitino blu, una bel raccolto ai capelli (la mia sempre super amica parrucchiera Viviana), una bella serata di festa in compagnia di amici e parenti.

GIOVEDI’ 16 APRILE 2015
Sono passate 2 settimane dalla visita oncologica, 2 settimane da quando il pezzo operatorio è stato inviato per la ricerca della mutazione BRAF.
Eppure ancora nessuna notizia. Cerco di essere paziente e ottimista ma non è facile. 1 mese esatto dall’intervento chirurgico.
Continuo con gli esercizi di riabilitazione del mio braccio e continuo a sperimentare nuove ricettine, sopratutto di dolci visto quanto sono golosa!

MARTEDI’ 21 APRILE 2015
Ancora nessuna comunicazione dal reparto di oncologia. Decido di mandare una e-mail al mio oncologo per chiedere se ci sono novità. Dopo meno di 2 ore ricevo via e-mail la sua risposta in cui mi comunica che hanno dovuto inviare nuovamente il pezzo per una nuova valutazione.
Altra attesa. Il tempo passa. E la mia testolina gioca brutti scherzi. Brutti pensieri.

MARTEDI’ 28 APRILE 2015
Il compleanno del mio “cognatino” Simone. Suona il mio cellulare. Numero sconosciuto. Al 90% potrebbe essere il numero fisso dell’ospedale. E infatti è il mio oncologo che mi comunica la mia idoneità a partecipare allo studio clinico. Se avessi potuto urlare di gioia al telefono lo avrei fatto! Mi ricordo esattamente dove ero. In piedi nel mio giardino. Una bella giornata di sole. Una sensazione di felicità pura e intensa. Una gioia assoluta. Sono pronta a combattere un’altra battaglia in questa guerra!